Conversione stampa RGB o CMYK

Quando convertire da RGB a CMYK (per la stampa)

RISPOSTA SINTETICA

Se la destinazione è una stampa fotografica (chimica o getto d’inchiostro) lasciare il documento nel metodo RGB.

Se la destinazione è una stampa tipografica potrebbe aver senso partire con un documento direttamente in CMYK (in modo da bypassare la fase di conversione) o effettuare una conversione in CMYK a valle dell’intero flusso di lavoro.

Introduzione

Non è difficile imbattersi in articoli dove viene proposta la segunete formula magica:

“Le migliori impostazioni per avere delle stampe fedeli.”

Fedele? Mmm… fedele a cosa?

Per poter avere un criterio di fedeltà si dovrebbe come prima cosa definire un riferimento, altrimenti questo termine così usato dice poco… anzi nulla.

Tuttavia quello che comunemente si vuol intendere è il fatto di voler ottenere delle stampe che replichino in modo fedele quello che si vede a monitor.

Se questa però è la vostra idea di stampa, e non si ha ancora bene a mente che non si stampa mai quel che si vede, prima di proseguire vi consiglio di leggere questo articolo.

Tralasciando ora i cavilli lessicali, quello che spesso si consiglia recita come segue:

“Se vuoi avere dei colori fedeli in stampa devi convertire la tua foto in CMYK perhé che la stampante ragiona con gli inchiostri CMYK.”

Bene, anzi no… male… MOLTO MALE!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

 

Cosa sono RGB e CMYK

RGB e CMYK sono due metodi colore (o modelli di colore) che servono per rappresentare e descrivere il colore, e lo fanno in modo differente.

Esiste anche un metodo che merita di esser mezionato data la sua rilevanza: il metodo Lab.
Quest’ultimo ha la peculiarità, a differenza degli altri due, di avere una capacità descrittiva del colore assai più precisa e di essere indipendente dalla periferica.

Quando diciamo che RGB e CMYK sono dipendenti dalla periferica stiamo dicendo che:

RGB sarà dipendente dal monitor e dalla macchina fotografica
gli stessi numeri RGB producono colori diversi su monitor diversi
per produrre lo stesso colore su monitor diversi è necessario usare numeri RGB diversi
CMYK sarà dipendente dalla stampante
gli stessi numeri CMYK producono colori diversi su stampanti diverse
per produrre lo stesso colore su stampanti diverse è necessario usare numeri CMYK diversi

La soluzione a tutti questi problemi è data dalla “Gestione digitale del colore” che, tramite l’ausilio dei profili, ci permette di rendere la riproduzione di un’immagine indipendente dalla periferica.

 

Il modello RGB

Per quanto concerne il modello RGB possiamo dire che:

l’acronimo RGB sta Rosso (Red), Verde (Green) e Blu (Blue)
è un metodo con 3 canali si parla di tricromia
è un modello di colori a sintesi additiva
ogni canale ha valori compresi tra 0 e 255 (sistema ad 8 bit con 256 combinazioni)
la somma di R,G e B alla massima intensità (R255,G255,B255) generano il bianco
la somma di R,G e B alla minima intensità (R0,G0,B0) generano il nero
la somma di R,G e B in egual misura (R86,G86,B86) generano un tono di grigio neutro (più o meno chiaro/scuro)
generalmente usato per la cattura/rappresentazione digitale delle immagini (sensori, monitor e proiettori)

 

Il modello CMYK

Per quanto concerne il modello CMYK possiamo dire che:

l’acronimo CMYK sta per Ciano (Cyan), Magenta (Magenta), Giallo (Yellow) e Nero (blacK)
il nero viene indicato con la lettera K anziché B per non confondersi con il blu
è un metodo con 4 canali si parla di quadricromia
è un modello di colori a sintesi sottrattiva
ogni canale ha valori espressi in percentuale compresi tra 0% e 100%
la somma di C,M e Y alla massima intensità senza la presenza di K (C100,M100,Y100,K0) generano il bistro (una tonalità di marrone)
preso solo il K (nero) alla massima intensità (C0,M0,Y0,K100) il nero ottenuto non sarà assoluto
per avere un nero pieno possiamo prendere (C100,M100,Y100,K0) ed aggiungere una quantità di K
per avere un nero pieno possiamo prendere (C0,M0,Y0,K100) ed aggiungere una quantità di CMY in modo da poter ottenere dei “neri caldi” o “neri freddi”
generalmente usato per la riproduzione in fase di stampa

 

Differenze tra i colori CMYK ed RGB

In questa immagine, a titolo puramente esemplificativo, si è voluto mostrare come risultano i medesimi colori rappresentati con i due modelli colori RGB e CMYK.

 

Come vengono acquisite le immagini

Le immagini che normalmente vengono acquisite tramite le nostre macchine fotografiche sfruttando il modello colore RGB.
Di fatti davanti al sensore viene posto un filtro speciale che ci permette di registrare l’intensità luminosa dei vari canali RGB.
Questo filtro ha una conformazione particolare e si chiama matrice di Bayer.

Se sei curioso di approfondire questa tematica… non ti resta che rimanere sintonizzato e leggere uno dei prossimi articoli!

 

Come vengono stampate le immagini

Le stampanti ad inchiostri usano come base fondamentale i 4 inchiostri della quadricromia CMYK.

Tuttavia, con l’avanzamento tecnologico, si è arrivati all’utilizzo di ben 11 inchiostri:

Nero Light
Nero Light Light
Nero Photo
Nero Matte
Cyan
Cyan Light
Giallo
Vivid Magenta
Vivid Magenta Light
Orange
Green

In questo modo si è potuto ampliare il gamut riproducibile e minimizzare il più possibile le differenze tra RGB e CMYK.

 

Se le stampanti lavorano con una sorta di CMYK,
perchè non convertire le immagini da RGB a CMYK prima di inviarle in stampa?

Semplicemente perchè non spetta a noi effettuare questa conversione!

Sebbene le stampanti abbiano degli inchiostri genericamente rappresentabili con una base CMYK, la conversione da RGB a CMYK, sarà a carico del software e/o dirver di stampa.

Tuttavia se si avessero delle necessità particolari, è buona norma fare la conversione a valle del nostro fulusso di lavoro.

 

Gli svantaggi della conversione da RGB a CMYK

Potrà sembrare strano, ma le difficoltà a cui andremo in contro saranno molteplici:

perdida di gamut
maggior difficoltà e minor efficacia sulle correzioni tonali e cromatiche
la dimensione del file aumenta perchè passiamo dai 3 canali RGB a 4 canali CMYK
non si potranno usare alcuni alcuni comandi di Photoshop
la conversione in CMYK deve esser effettuta per una specifica condizione di stampa
maggior difficoltà per effettuare una soft proof

 

Quando conviene convertire da RGB a CMYK?

Talvolta può aver senso effettuare una conversione, sempre a valle dell’intero flusso di lavoro, quando la tecnologia di stampa e/o lo stampatore saranno a richederlo.

NOTA: di norma per le stampe delle immagini fotografiche, relizzate tramite processi chimici o getto d’inchiostro, non è necessario effettuare una conversione da RGB a CMYK; anzi la conversione potrebbe introdurre una perdita di informazioni e quindi ad un peggior risultato.

 

Quando conviene creare un documento direttamente in CMYK?

Ha senso invece creare una documento direttamente in CMYK se si prevede già una specifica destinazione d’uso.

 

 

Ciao! Mi fa molto piacere che tu abbia letto tutto l’articolo!

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