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Palette Gear ★★★★☆

Palette Gear: un sistema costoso ma spettacolare!

PALETTE GEAR: SARÀ RIUSCITO A CONVINCERMI AL 100%?

► Cos’è Palette Gear?

Palette Gear non è un semplice controller midi, ma un vero e proprio sistema di controllo interfacciabile con la maggior parte dei software di foto e video editing… e non solo.

La filosofia è chiara: massima personalizzazione!

 

► Compatibilità software

Personalmente ho usato Palette Gear solo con Lightroom e Photoshop, ma la compatibilità viene fornita anche per Illustrator, Premiere Pro, After Effect, InDesign, Audition e Capture One.

Ovviamente sia per sistemi Windows che MacOS.

 

► Qualità costruttiva e design

Qui ci troviamo di fronte ad un’azienda a cui non piacciono i compromessi.

Il design pulito e minimale è talmente ben studiato da far percepire la qualità del materiale ancora prima di toccarlo.

La qualità costruttiva è eccelsa.

Questi sono solo alcuni degli accorgimenti presi:

gommini perimetrali antiscivolo
base in plastica soft-touch
cover in alluminio satinato
contatti magnetici
led multi color
fluidità e precisione degli slider da far invidia ai migliori mixer audio (si ho navigato nel mondo audio)

Potrei continuare per ore, ma sarebbe superfluo.

 

► I moduli in dettaglio

Quando ho usato il termine sistema e non controller mi riferivo proprio a questo.

Con Palette Gear ogni utente può costruirsi il proprio controller in base alle proprie esigenze e comodità d’uso.

Anche qui la filosofia è chiara: è lo strumento che deve esser flessibile ed adattarsi all’utente, non il contrario.

I moduli principali sono:

● NUCLEO: questo è il cuore e cervello di tutto il sistema ed ha una connessione micro usb
● PULSANTE ARCADE: è il più semplice dei bottoni e rileva l’evento tramite una semplice pressione (non è di tipo on-off)
● QUADRANTE MULTIFUNZIONE: questo è in assoluto il mio preferito! Funge sia da slider angolare (rotativo) senza fine corsa a movimento fluido non inerziale, sia da bottone come il pulsante arcade ma con un innesco decisamente più duro.
● SLIDER: la fluidità di questo slider farebbe sfigurare un buon 80% dei mixer audio in circolazione. Il suo feedback è pura goduria.

NOTA: benchè la scelta della configurazione sia lasciata all’utente, essa non è totalmente libera al 100%, ma quasi.
Questo perchè vi sono dei contatti disposti in modo asimmetrico che veicolano e vincolano alcuni ancoraggi.
Tuttavia nulla di particolarmente scomodo o artificioso.
L’unica accortezza sarà quindi quella di prestare attenzione durante la fase di asseblaggio, altrimenti potreste ritrovarvi (come a me è successo) con alcuni blocchi che non si accendono e/o vengono rilevati.
In tal caso basterà ruotare il modulo connesso in modo scorretto che rimane spento.

 

► Assegnazione dei comandi

L’assegnazione dei comandi è di una semplicità unica.

Appena stabilita la posizione dei nostri moduli, e quindi finito di assemblare tutto il nostro controller, basterà connettere il cavo USB dal modulo CORE al PC ed avviare il software per la gestione della Pelette Gear.

Adesso basterà accoppiare Palette Gear a Lightroom (o quel che desiderate) e non ci rimane altro che cliccare sui singoli moduli per assegnargli la funzione prescelta.

Inoltre possiamo anche scegliere il colore del led di ogni singolo modulo per avere una più facile memorizzazione e visualizzazione dei blocchi e delle funzioni associate.

 

► Funzione CAMBIO PROFILO AL VOLO: che figata!

Appena ho visto che si potevano creare più profili (quindi mapping con funzioni differenti) e poi poterli switchare a volo… WOOW!

In questo modo Palette Gear ha (almeno in parte) sopperito alla necessità di dover acquistare una gran quantità di moduli!

Ovvero creando vari profili, come ad esempio uno dedicato per i parametri di base, poi uno per i colori, uno per i dettagli, uno per il rumore, e così via… si potrà passare da un modulo all’atro con un solo click (ad esempio nel mio caso usando il pulsante arcade).

NOTA: i moduli in grigio sono stati disabilitati in base alle necessità e profilo prescelto, ed anche i led possono esser impostati in off in modo da facilitare la lettura dello strumento durante il suo utilizzo.

 

► Come si comporta Palette Gear con Lightroom e Photoshop?

Con Lightroom è molto piacevole… ma con Photoshop…

Cerchiamo di spiegare cosa mi ha spinto nel valutare in senso positivo Palette Gear accoppiato a Lightroom, mentre un po’ meno se accoppiato con Photoshop.

Lightroom ha una struttura abbastanza schematica sia da un punto di vista grafico che operativo.
Quidi legare a questa struttura una Palette è veramente molto semplice e soprattutto facile da memorizzare.

Photoshop invece ha una struttura letteralmente metamorfica.
Se poi consideriamo l’infinità di comandi e personalizzazioni, si fa presto a capire che in questo caso la Palette riesce a dare un supporto più circoscritto.

Nel mio caso specifico, con la fotografia di paesaggio, non sono riuscito a trovare quel feeling giusto tale da far sbocciare l’amore.

Sono dannatamente più comodo e veloce quando uso una semplice tastiera da 10€.

Probabilmente il discorso sarebbe diverso se facessi ritratto e con un uso intensivo della tavoletta grafica. In questo scenario (probabilmente) avere un controller da poter usare senza alzare il tratto della penna potrebbe esser cosa assai interessante. Ma non è il mio.

In sintesi: ottimo feedback Palette Gear + Lightroom, meno interessante Palette Gear + Photoshop.

 

► Cosa mi piace?

Praticamente quasi tuttto. È un prodotto che si lascia amare.

 

► Cosa NON mi piace?

Trovare dei difetti è cosa ardua. Eppure c’è una cosa che trovo veramente fastidiosa e limitante.
Tutti seduti, perchè c’è da spiegarla bene questa cosa.

Partiamo dal fatto che i moduli utili alla variazione continua dei valori sono il quadrante multifunzione e lo slider.

Il quadrante multifunzione non avendo appunto un fine corsa passa un valore relativo, mentre lo slider essendo con corsa finita passa un valore assoluto!

Ed è proprio questo il punto!

Immaginate di usare ad esempio sia un quadrante multifunzione che uno slider entrambi per sistemare l’esposizione.

Se stiamo usando il quadrante multifunzione, quando si passa alla fotografia successiva non importa cosa abbiamo fatto prima né la posizione del controller.
Di fatti continuando a girare in senso orario (o antiorario) aumenteremo (o diminuiremo) l’esposizione in base a quanto agiamo.

Se invece stiamo usando uno slider, quando si passa alla fotografia sucessiva, il valore di esposizione assegnato sarà quello prossimo al valore precedentemente usato che dipenderà appunto dalla posizione dello slider (tutto questo non appena si muove lo slider).

È facile intuire che non si tratta di un’anomalia di funzionamento ma di un semplice riscontro (non poteva accadere diversaente… o quasi…), ma che tuttavia mi ha fatto cadere un po’ l’appeal dello slider a favore del quadrante multifunzione.

 

► Cosa si potrebbe migliorare?

Se proprio dovessi esser pignolo:

il bottone arcade ha un feedback veramente plasticoso e non all’altezza rispetto agli altri moduli
eliminare un po’ di gioco al pomello del quadrante multifunzione
introdurre i contatti simmetrici
slider cliccabile (utile per fisare un riferimento relativo e non assoluto)

 

► Quanto costa?

Anche qui la politica è semplice: la qualità si paga.

I prezzi di listino con riferimento al sito web ufficiale:

STARTER KIT: $199.99 USD
EXPERT KIT: $299.99 USD
CAPTURE ONE KIT: $349.99 USD
PROFESSIONAL KIT: $499.99 USD
MODULI AGGIUNTIVI: $49.00 USD

Di certo non si tratta di un sistema economico, ne tantomeno per tutte le tasche… ma non possiamo fare un rimprovero per questo.

 

SI RINGRAZIA RAMAIDEA PER AVER GENTILMENTE FORNITO UNA VERSIONE IN PROVA DELLA PALETTE GEAR PROFESSIONAL KIT.

RECENSIONE PALETTE GEAR
  • DESIGN
  • MATERIALI
  • COMPATIBILITÀ
  • FACILITÀ D'USO
  • PREZZO
4.2

VALUTAZIONE COMPLESSIVA

Gaspare Silverii

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