Guida alla Calibrazione del Monitor

GUIDA ALLA CALIBRAZIONE DEL MONITOR

RISPOSTA SINTETICA

WEB: 6500K – 120cd/m2 – gamma 2.2

STAMPA: 5000K – 80cd/m2 – gamma 2.2

Premessa

Se non hai ancora un’idea chiara sul perchè sia necessario calibrare un monitor, ti consiglio la lettura di questo articolo:

Perché calibrare il monitor

 

Preparare la luce ambiente

Purtroppo, troppo spesso, si dimentica che il colore percepito dipende anche dalle caratteristiche della fonte illuminante.

Proprio per questo , come primo aspetto, dovremo assicurarci di operare in una situazione con fonti luminose aventi delle caratteristiche opportune.

I valori principali per la scelta delle lampade sono il CRI e la temperatura colore.

Il valore del CRI (Color Rendering Index) ci darà almeno in prima battuta una una valutazione sulla “resa cromatica della sorgente luminosa“.
Questo valore quanto più sarà prossimo al valore 100 tanto più la nostra fonte luminosa sarà simile alla luce diurna.
(Approfondiremo meglio questo argomento in uno dei prossimi articoli.)

Anche la temperatura colore sarà opportunamente scelta per mantenere una simulazione quanto più prossima a quella della luce diurna, e quindi con valori tra i 5000K ed i 6500K.

Ovviamente sono fortemente sconsigliate (oltre che inadatte) tutte le situazioni dove sono presenti lampade di differente temperatura colore o peggio ancora colorate, e tantomeno ambienti completamente bui e/o con fari puntati in modo diretto sul monitor.

 

Quale sonda usare per la calibrazione?

Io personalmente ho sia lo Spyder 4 Pro (Datacolor) che l’i1Display Pro (X-rite).
Vanno egregiamente bene entrambi i prodotti, quindi prendete quello che meglio soddisfa le vostre esigenze.

NOTA: il i1Display Pro può esser usato anche per i proiettori

 

Quale Software usare per la calibrazione?

Potremmo usare tranquillamente i software forniti dalle rispettive aziende, tuttavia reputo assai migliore DisplayCAL, ed è ampiamente compatibile con entrambi le sonde sopra citate.

 

Come preparare il monitor?

Come già saprete, bisognerà accendere il monitor e lasciarlo “riscaldare”.
Questo perchè fisicamente il sistema deve trovare un suo equilibrio.

Andate nel menù OSD ed impostate (almeno in prima battuta):

uno spazio colore standard e che sia il più grande possibile (sRGB/AdobeRGB) o Custom
il contrasto al valore nativo
la luminosità al valore nativo

Personalmente poi vi consiglio di fare una ricerca su TFT Central per vedere se il vostro monitor è stato recensito, e nel caso lo fosse date una letta approfondita.
In questo modo potrete rapidamente capire sia la bontà del monitor acquistato, ma soprattutto per poter trovare alcuni suggerimenti veramente molto utili per impostare il menù OSD del vostro monitor in modo da minimizzare il deltaE (almeno in prima battuta).

 

Come installare il Software e i Driver della sonda colorimetrica?

Una volta installato DisplayCAL, dovrete instalalre i driver della vostra sonda.

Nota: se durante l’installazione il software dovesse chiedervi accesso ad internet o autorizzazioni come amministratore, voi date il vostro consenso in modo che possa operare in modo corretto.

Quindi dopo aver lanciato il software recatevi nel menù Tools > Strumento/Porta > Install Argyll CMS instrument drivers… e procedete accettando tutte le richieste che si dovessero presentare.

Adesso il vostro colorimetro dovrebbe esser stato riconosciuto da DisplayCAL e quindi diventerà accessibile la zona Calibration.

Qui di seguito una serie di schermate che meglio vi guideranno in questa prima fase.

 

Quali parametri scegliere per effettuare la calibrazione?

A questo punto le strade posso essere due:

Se la vostra sonda HA il sensore per la luce ambiente: posizionatela in modo opportuno e sfruttate questo sistema per far leggere il tutto al software in modo automatico
Se la vostra sonda NON HA il sensore per la luce ambiente: dovremo impostare noi manualmente i parametri

Quindi per una configurazione manuale dovremo recerci nella zona Calibration ed almeno come “primo tentativo” usare i seguenti paramentri:

Attivare la spunta su “Correzione interattiva dello schermo” solo se il vostro monitor ha la possibilità di accedere ad un menu OSD (On-Screen Display)

● Punto di bianco: Temperatura 6500K o 5000K
Generalmente 6500K (D65) è il riferimento per il web, mentre 5000K (D50) per la stampa.
Ovviamente si consiglia di avere un’illuminazione che sia anche quanto più simile possibile al riferimento di temperatura scelto.

NOATA: nonostante sia generalmente corretto impostare una temperatura colore simile a quella dell’ambiente di lavoro, quando si tenta di calibrare un monitor scadente come ad esempio quello dei portatili di fascia bassa, ci si potrebbe trovare di fronte a risultati poco gradevoli e con notevoli dominanti cromatiche (ad esempio verde). Questo purtroppo accade sia perchè il monitor ha una LUT unica (monodimensionale) da condividere con tutti e tre i canali sia perchè il sistema di retroilluminazione è ridotto all’osso o del tutto assente.
In questi casi posso dire (per esperienza diretta) che si possono ottenere risultati migliori accettando una temperatura colore del monitor più vicina a quella nativa (quindi ad esempio visualizzare immagini più fredde/calde), ma con una calibrazione che cerca quantomeno di salvare il salvabile.

● Livello del bianco: selezionare Altro ed impostare 120 cd/m2 o 80 cd/m2
Generalmente il valore di 120cd/m2 è il riferimento per il web mentre 80 cd/m2 per la stampa.

NOTA: i valori sono indicativi visto che possono dipendere da molti fattori quali: numero di fonti luminose, orientamento, potenza e non meno dai materiali in uso.

● Curva dei toni: Gamma 2.2

● Velocità calibrazione: Alta

Avviate quindi la calibrazione, e per chi avesse abilitato la spunta su “Correzione interattiva dello schermo”, potrà portarsi nel menù del monitor dove ottimizzare i valori dei canali RGB oltre che della luminosità.

Qui di seguito una serie di schermate che meglio vi guideranno in questa seconda fase.

Al suo completamento è importante avere un’aspetto che non presenti palesi “anomalie” e che potrebbero far presupporre ad una calibrazione “mal riuscita”.

Io personalmente, dopo aver verificato la buona riuscita della “prima calibrazione”, la ripeto nuovamente ma con una velocità impostata su Media.

 

Cosa significa quindi calibrare un monitor?

Durante la fase di calibrazione abbiamo potuto notare come il nostro software “proiettasse” una serie di target, ed il colorimetro ne leggesse i valori “visualizzati” a monitor.

In questo modo si è potuto ricostruire una tabella input/output che farà riferimento alle componenti RGB di ogni singolo target, e potendo così ottenere una descrizione più o meno puntuale sul comportamento del nostro monitor.

Una tabella così prodotta può essere così intesa come “generatrice” di tre curve (rispettivamente R,G, e B) e che mostrano la differenza tra input ed output del nostro monitor.

Questa è chiamata caratterizzazione.

Il software successivamente tradurrà questa tabella in un profilo ICC che apputo sarà utilizzato per correggere l’output della nostra periferica, e quindi avere una corretta visualizzazione delle immagini a monitor.

 

Come cercare di migliorare la creazione del profilo ICC per il nostro monitor?

Se abbiamo effettuato una calibrazione come sopra indicato, è stata utilizzata una matrice di 413 target.

Sarà semplice intuire che maggiore sarà il numero dei campioni analizzati e maggiore sarà la probabilità di avere una caratterizzazione più precisa e/o accurata.
Ovviamente aumenterà anche il tempo impiegato per effettuare le letture.

Se per qualsiasi esigenza aveste quindi bisogno di cambiare il “testchar”, baserà andare in Profiling > Modifica testchar… ed impostare quello ritenuto più opportuno.

 

Come verificare se i profili sono stati caricati correttamente?

DisplayCAL Profile Loader è la risposta a tutti i nostri dubbi.

Per richiamarlo basterà andare nella status bar e cliccre con il tasto destro sull’apposita icona, e spostandoci quindi sulla voce Profile associations… potremo visualizzare quale profilo è stato caricato e soprattutto a quale periferica è associato.

Questa semplice procedura, ovvero quella di una corretta associazione del profilo colore alla rispettiva periferica, può essere relativamente semplice su sistemi MAC ma decisamente poco intuitiva in quelli Windows.

Per questo, ed altri motivi, consiglio vivamente di usare la suite DisplayCAL.

 

È corretto utilizzare il termine “calibrazione”?

Siamo oramai abituati ad usare il termine calibrazione in senso molto ampio, e come in questo articolo, non siamo stati a far molte distinzioni.

Tuttavia, come potrete notare anche dai testi presenti nei vari software, vengono citate due procedure ben distinte: calibrazione e caratterizzazione.

La calibrazione fa riferimento alla procedura iniziale dove tramite menù OSD del monitor andiamo ad impostare determinati valori (Spazio, Gain RGB, Contrasto, Luminosità).

La caratterizazione invece fa riferimento alla seconda procedura che ci permette, al suo completamento, di generare un profilo per il nostro disposititivo.

 

 

Ciao! Mi fa molto piacere che tu abbia letto tutto l’articolo!

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